inside “FRAIL”

After many months of silence, during which I preferred to let the music speak through two releases published in 2025,ย Driftย andย Lontano, both of which I am deeply proud of, I find myself returning to the keyboard and to the pages of this blog.
Still questioning the point of continuing to write in a world where thoughts have become the most toxic form of pollution, I return to the fragments of my previous post and, with a few scattered words, for the few (but precious) people who will read them, I’d like to talk about my latest work:ย FRAIL.
An acronym forย Fragili Risonanze Alterate In Loopย (Fragile Altered Resonances in Loop),ย FRAILย was born from a loop created many years ago. A loop that remained stored away in a digital archive for a long time, originally intended for an imaginary installation of mine: an empty room, a chair, and this loop endlessly repeating itself. Then, suddenly, the room fills with the fragility of the listener.
For now, that installation remains unrealized, so I decided to release its music instead, hoping this might be a small step toward that original vision. I retrieved those sounds from the digital archive, transformed them into analog craftsmanship, and gradually developed them into a forty-minute composition for those who love slow, expansive soundscapes that accompany the breath without ever disturbing it, until they become a necessity to return to.


Dopo molti mesi di silenzio, durante i quali ho preferito lasciare spazio alla musica con due uscite pubblicate nel 2025, di cui vado molto fiero,ย Driftย eย Lontano, riprendo in mano la tastiera e le pagine di questo blog. Ancora dubbioso sul senso di continuare a scrivere in un mondo dove i pensieri sono diventati l’inquinamento piรน tossico di questo pianeta, riparto dai frammenti di quanto scritto nel precedente post e, con poche parole disordinate, per quei pochi (ma preziosi) che mi leggeranno, parlerรฒ del mio ultimo lavoro:ย FRAIL.
Acronimo diย Fragili Risonanze Alterate In Loop,ย FRAILย nasce da un loop creato anni fa. Un loop rimasto a lungo in un archivio digitale, destinato a una mia installazione immaginaria: una stanza vuota, una sedia e questo loop che continua a girare ossessivamente. E, improvvisamente, la stanza si riempie della fragilitร  di chi ascolta.
Per ora questa installazione รจ rimasta incompiuta e cosรฌ ho deciso di pubblicarne la musica, con la speranza di fare un piccolo passo verso quella direzione. Ho ripreso il suono da quell’archivio digitale e l’ho trasformato in artigianato analogico, sviluppandolo poi in un lungo brano di quaranta minuti, per gli amanti di quelle sonoritร  lente e dilatate che accompagnano il respiro senza mai farlo sussultare, fino a trasformarlo in una necessitร  da colmare.

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